Poetry Street

Da un mio sogno, quello di creare una strada di poesia, unendo street art e linguaggio, e dalla collaborazione con il Collettivo TM15, nasce il Poetry Street – poesia visiva nei non-luoghi, qui mirabilmente presentato dalla critica d’arte Michela Malisardi:

“Aleatorio, qui e adesso.

Si passeggia per la strada conteggiando quanti soldi avanzano nel portafoglio per fare la spesa, pensando ad accelerare il passo altrimenti si perde la metropolitana che ci farà arrivare in ritardo a quella famosa cena che si avrebbe voluto evitare in tutti i modi, ascoltando lettori mp3 isola-mente ci fanno abbassare il capo e fissare il suolo che si andrà a calpestare di lì a breve.

Si cammina e si dimentica.
Si cammina e si ricorda.
Difficilmente si cammina e si osserva.
E altrettanto difficilmente si cammina e si ascolta.

La città, il paese, l’angolo buio o la piazza affollata invece sono luoghi pieni di vita, ovunque ci sono cose da guardare, da annusare, da toccare.

I muri della città sono humus creativo, dinamico che tendono a sparire in breve tempo, come le parole di una poesia recitata.

Quale modo allora può avere l’arte per riacquistare il suo zeitgeist e ad incidere sul tempo?
Nuovi tempi, nuovi mezzi.

Non basta più il quadro a olio che non esce dalla sua cornice, non basta il libro di poesie lette davanti al caminetto, non basta il flash mob che segue la moda e fa starnutire, inutilmente ormai, 500 persone insieme.

Il segreto è far propri i mezzi che si hanno, mescolarli, unirli, strapazzarli fino a creare un mezzo nuovo che esprima.

“We slam, therefore we are” è stato fin dagli inizi dei primi challenge di slam poetry, lo slagan di questa corrente, che ha traslato e trasformato il concetto intimista della poesia classica, concentrandosi invece sul coinvolgimento del pubblico, che ha un ruolo predominante nelle slam poetry session.

Lo slam assume le connotazioni di sport, che coinvolge soprattutto i giovani, nel quale il giudizio e la critica vengono spronati al movimento e non all’isolamento che, seppur definitivamente non trascurabile, il libro tende a creare.

Una poesia celebrativa della comunità che diventa atto performativo, quindi.

Esattamente come i tag, gli street drawn, gli steakers, gli interventi di aerosol art non sono celebrativi solamente di chi li compie ma anche rivalutativi del luogo per il quale sono stati creati.

Come da ricetta, si proceda a mettere tutto in uno shaker.
Il risultato?

Artisti e painter saranno chiamati ad interpretarsi a colpi d’ispirazione e di talento, performance, poesia, slam, disegno e tag saranno il mezzo volto visivo della poesia, e la poesia sarà il volto evanescente dell’impronta personale con la quale l’artista deciderà di marcare la parete.

We slam ma anche paint, tag, shout, whisper, drawn… therefore we are!”

5 poeti: Dario Morgante, Monica Seksich, Viorel Boldis, Anna Pinto, Francesco Deiana.

5 writers: Mr. WANY, Andrea Amaducci, Alessandro Passerini, Mirko Dadich, Sabort.

1 performer: Elisa Mucchi.

Il sogno ha avuto la sua prima edizione dal 3 al 4 settembre 2011
presso il Centro Polifunzionale di Migliarino (FE), via Matteotti, 11

Patrocini: Comune di Migliarino, Pro Loco Migliarino, Premio Nazionale di Arte Contemporanea ‘B.Cascella’, Urbanica festival, Collettivo TM15.

Curatori: Monica Seksich, Alessandro Passerini, Michela Malisardi, Marco Rizzoli, Elisa Mucchi.

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